Pio Foà, milanese, combatté nella I Guerra Mondiale, venne fatto prigioniero dagli austriaci e internato nel campo di Mauthausen; dopo la guerra fu insegnante al liceo Berchet di Milano, si sposò, ebbe 3 figli, rimase vedovo. Con l'avvento delle leggi razziali venne licenziato dalla scuola pubblica e continuò la professione nella
scuola ebraica di via Eupili, alla cui costituzione contribuì. A fine ottobre 1943 tentò la fuga in Svizzera, ma uno dei figli urtò il filo spinato di confine e partì l'allarme; solo la figlia Anna riuscì a sconfinare; Pio, Giorgio ed Enrica vennero arrestati e deportati; ad Auschwitz furono uccisi all'arrivo.
Queste sono tre delle tante vittime dei lager nazisti di cui l'artista tedesco Gunter Demnig ha voluto tramandare il nome con le sue Stolpersteine (letteralmente tradotto significa "pietre da inciampo"): si tratta di cubetti di pietra, sparsi nei marciapiedi di tutta Europa, ciascuno con un nome inciso; in Italia ha incominciato da Roma, ricordando ebrei, zingari, omosessuali, antifascisti, carabinieri che da qui furono deportati nei lager e lì morirono di stenti o furono uccisi. Le pietre sono state posate il 15/1/2020.